La trappola degli zuccheri: il pericolo del fruttosio

I pericoli del fruttosio che devi conoscere

Partiamo da comprendere cosa si intende per fruttosio:

quella “fantastica” sostanza che rende dolci la frutta, il miele, le bevande sportive e/o energetiche, i vari succhi di frutta e/o quasi tutta la categoria delle bibite gasate.

Se guardiamo alle abitudini/consumi degli anni 50, e quelle ai giorni nostri, soprattutto nella dieta occidentale il consumo di questa sostanza quindi zucchero è notevolmente aumentato. Esaminando il consumo di frutta degli americani (e per par condicio quasi sicuramente anche degli europei) è aumentato di molto.

Dato non trascurabile da prendere in seria considerazione => la frutta di oggi ha un contenuto superiore di fruttosio rispetto a 100 anni fa.

Con quanto sopra non si vuole di certo demonizzare il suo consumo. Infatti è un alimento non solo ricco d’acqua, vitamine, minerali ma anche di altre numerose sostanze benefiche per l’organismo.

Ciò che invece andrebbe fatto è eliminare (nota bene => eliminare e non moderare ) tutte le varie bibite e succhi di frutta che sono decisamente carichi di fruttosio andando ad aumentarne troppo il consumo, compreso il fruttosio da banco che si vende al posto del normale zucchero da tavola, con la scusante che abbia un potere dolcificante doppio: Documentazione Scientifica

Questo è un dato che ti deve preoccupare perchè, dal punto di vista commerciale e della produzione, lo rende più appetibile incoraggiandone un consumo in eccesso => questi zuccheri sotto varie forme vengono aggiunti ad una marea di alimenti e bevande: Documentazione Scientifica

Questo ci porta a dare via libera alla frutta ai quanti non presentano problemi di salute, tipo glicemia o insulina sballate, mentre deve essere fatta più attenzione da chi qualche problemino sa di averlo.

Ecco cosa succede => se ci si trova in presenza di un metabolismo glucidico alterato, il fegato suo malgrado non riuscirà ad elaborare questo eccesso di fruttosio a vantaggio dell’organismo quindi come combustibile (c’è da dire che dipende anche dall’attività fisica che si fa), per cui lo trasformerà in grasso, immesso in circolo sotto forma di trigliceridi e depositato come adipe nel fegato e altre zone addominali: Documentazione Scientifica

Il sovraccarico di fruttosio non è l’unico problema che può insorgere… L’insulino-resistenza ad esempio figura tra gli altri problemi: Documentazione Scientifica

Volendola semplificare terra terra, succede questo: nonostante il corpo venga pervaso da insulina è inerme e non risponde all’azione dell’ormone, quindi rispedisce gli zuccheri “al mittente”. Gli zuccheri invece di entrare nelle cellule per la produzione di energia, attraverso il sangue tornano al fegato dove si trasformano nuovamente in grasso il quale verrà accumulato. Oltre al danno anche la beffa.

Un ulteriore problema che si può presentare da un introito eccessivo di fruttosio è la leptino-resistenza: Documentazione Scientifica

Gli adipociti (cellule adatte all’accumulo di grassi) secernono la leptina che è un ormone con la funzione di messaggero => informa l’ipotalamo che siamo sazi… Ora, se diventiamo leptino-resistenti il messaggio non viene trasmesso, non arriva proprio. In questo modo noi continueremo a mangiare anche se siamo ipernutriti, insomma catastrofe.

Oltre a ciò si aggiunge la possibilità di incorrere nel declino cognitivo, l’eccesso di fruttosio può portare a questo

In questo momento non me ne vogliano i fruttariani…

Nel finire, decisamente pro frutta, a quella di stagione (se si vuol guardare alla storia nel Paleolitico la frutta era disponibile solo nel periodo estivo, non certo 365 giorni l’anno)…un un contro netto invece a tutte le bibite e succhi di frutta vari.

Ok! Ma allora niente frutta? La quantità di frutta da poter mangiare varia da soggetto a soggetto, considerato quindi il tuo stato di salute attuale e attività motoria praticata.

Ti lascio una tabella dove trovi il contenuto di fruttosio per 100 grammi di prodotto in alcuni frutti … il miele come vedi è quello che occupa la prima posizione:

Grammi di fruttosio per 100 g di alimenti

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A presto

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