ETICHETTA : INGREDIENTE SEGRETO.

Parlavo propro oggi con un amico sulla campagna che negli anni si è fatta (e prosegue) nella demonizzazione dei grassi saturi.

Le varie aziende produttrici di oli vegetali, come l’olio di semi di girasole hanno fondamentalmente trascorso gli ultimi decenni a cercare di mettere in cattiva luce i grassi saturi, in particolare quelli di origine animale ad esempio lo strutto o il burro.

Il pubblico è stato turlupinato, manipolato portandolo a pensare quindi credere che i grassi saturi sono il nemico, ma che i grassi insaturi e gli oli vegetali siano sani.

Questo non può che essere ben lontano dalla verità – in realtà si scopre che hai bisogno di una buona dose di grassi saturi per rimanere in salute.

Il timore, quindi la paura di consumare grassi saturi ha portato come conseguenza molte persone a credere che oli vegetali come l’olio di semi di girasole sono una scelta salutare e/o comunque buona.

In realtà pochi sanno che ci sono alcuni grossi problemi con la maggior parte degli oli vegetali:

  • sono altamente trasformati e sottoposti a una lunga fase produttiva
  • solitamente vengono combinati con solventi chimici e conservanti durante la lavorazione
  • poichè sono sensibili al calore elevato ma riscaldato a temperature molto elevate prima ancora di arrivare ai negozi di alimentari, risultano quasi sempre tossici già prima di essere venduti ai clienti
  • Contengono acidi omega-6, ma mancano di omega-3

La persona media che consuma la dieta SID (Standard Italian Diet – Mediterranea) ha già un sacco di omega-6 da fonti come oli vegetali, cibi confezionati e alcune noci. Il problema è che alla maggior parte delle persone mancano gli acidi grassi omega-3 che si trovano negli alimenti ananimali come certi pesci / frutti di mare e alcuni semi.

I grassi svolgono un ruolo importante nella salute ormonale, cerebrale e metabolica va da se che hai bisogno che siano presenti nella tua dieta.

Gli oli sicuramente possono fornire una buona fonte di grasso sano, ma la chiave sta nella scelta dei corretti tipi di oli.

Quelli non raffinati, “extra virgin”, “expeller-pressed” e “cold-pressed” sono gli oli ideali.

In questa categoria quindi troviamo anche expeller-pressed cocco vergine o olio d’oliva, che sono prodotti in un modo molto più naturale.

Questi tipi di oli non raffinati sono praticamente ricavati con un processo meccanico – spremuti dalle colture da cui derivano, mentre gli oli vegetali sono estratti chimicammente.
La problematica con molti oli vegetali – incluso l’olio di semi di girasole – nasce dal fatto che si tratta di oli praticamente artificiali, non naturali.

Creare olio da un fiore è un processo lungo come puoi immaginare.

Come conseguenza di un prodotto artefatto, il corpo non sa cosa fare con questi tipi di acidi grassi altamente raffinati, quindi causano complicazioni e problemi di salute.

Quando l’olio di semi di girasole raggiunge la dispensa di casa tua, è molto probabile che sia già diventato piuttosto tossico causa, aver subito questi tre lunghi processi ==>

  • raffinazione
  • deodorizzazione
  • chiarificazione
  • .

Ciò significa che l’olio di girasole fa più male che bene.

In che modo e perché gli oli vegetali come l’olio di semi di girasole diventano tossici?

Prendiamo ad esempio l’olio di cartamo è simile ad altri oli vegetali altamente lavorati come semi d’uva, girasole, colza e olio di palma. Tutti questi oli passano attraverso estesi processi di raffinazione, che di solito distruggono le proprietà benefiche degli oli (se ne avessero avuta qualcuna a monte ). Ciò accade perché i metodi ad alta temperatura utilizzati durante la produzione rendono gli oli rancidi o “tossici”.

Che cosa rende l’olio di cartamo diverso dagli altri oli sani non raffinati, come il cocco o l’olio d’oliva?

Tutto si riduce a come gli oli sono prodotti. L’olio di cartamo è solitamente anche combinato con additivi nocivi e solventi chimici quando viene prodotto.

Per la produzione dell’olio di cartamo per uso commerciale, deve passare attraverso un processo di estrazione e raffinazione pesante.

L’estrazione è il processo utilizzato per ottenere l’olio dal raccolto.
La prima modalità e quella chimica => attraverso un processo chimico altamente elaborato chiamato “estrazione chimica”.
La seconda modalità più naturale => attraverso un processo naturale per spremitura – chiamato “expeller pressing”.

NOTE L’olio di cartamo si basa sull’estrazione chimica, mentre gli oli alternativi più sani, come quello non raffinato da noce di cocco vergine o l’olio d’oliva, si basano sulla spremitura/pressatura.

Per fare l’olio di cocco o l’olio d’oliva, il raccolto viene essenzialmente spremuto usando una pressa molto forte o una “pressa a freddo”. Questo viene fatto a basse temperature per evitare che l’olio si riscaldi e quindi perda i suoi nutrienti – da qui il nome pressato a freddo – cold-pressed.

Un processo molto diverso avviene durante l’estrazione chimica dell’olio di cartamo. Dopo che l’olio di cartamo è stato estratto, il raffinamento ha luogo al fine di migliorare l’aspetto, la consistenza, il sapore, l’odore e la conservabilità.

La saga prosegue =>

Per rendere l’olio così come lo trovi sugli scaffali dei supermercati, l’olio di cartamo deve subire un riscaldamento elevato, distillazione, filtrazione, sbiancamento ed essere trattato con prodotti chimici e solventi. A volte l’olio viene “deodorato” e ulteriormente teso per migliorarne la profumazione e avere un aspetto migliore – perché nessuno vuole comprare un olio torbido e maleodorante.

Il problema con questo processo è che rovina tutti i componenti sani che l’olio di cartamo ha in origine. L’olio di cartamo ha un basso punto di “ossidazione” perché contiene acidi polinsaturi omega-6. Questi diventano tossici abbastanza facilmente quando vengono riscaldati a temperature elevate, quindi diventano rancidi ancora prima di arrivare nei negozi di alimentari.

Un altro fattore importante da considerare quando si sceglie un olio è il rapporto tra omega-6 e omega-3. L’olio di cartamo fornisce grassi omega-6, ma non grassi omega-3; è composto circa il 75% di omega-6.

La persona media che consuma la dieta SAD (Standard American Diet) ha già un sacco di omega-6 da fonti come oli vegetali, cibi confezionati e alcune noci. La realta italiana poco si scosta da quella dei nostri “cugini” americani (basta soffermarsi alle casse di un market). Il problema è che alla maggior parte delle persone mancano gli acidi grassi omega-3 che si trovano negli alimenti ananimali come certi pesci / frutti di mare e alcuni semi.

Quindi che fare? Eliminare l’olio di cartamo e cercare gli oli che vengono prodotti in modo molto più naturale come il cocco, l’olio extra vergine d’oliva o l’olio di lino. Prova anche ad acquistare oli biologici pressati a freddo che sono garantiti come non OGM e non tossici. In questo modo sai che non ingerisci sostanze chimiche, pesticidi o tossine.

In tutto questo c’è un ma =>
Fai attenzione, perchél’olio di cartamo ti può “avvicinare” di soppiatto. È comunemente usato in tutti i tipi di alimenti confezionati (che gia questo comunque non va!). Controlla attentamente le etichette per l’olio di cartamo se stai acquistando qualsiasi tipo di patatine fritte, hamburger vegetariani, cracker, ecc.

Sappiamo che gli oli vegetali sono grassi “polinsaturi”, che sono acidi grassi molto fragili e noti per essere pieni di “radicali liberi”.

Nel corso del tempo i radicali liberi sono in realtà ciò che causa il processo di invecchiamento attraverso “lo stress ossidativo” – ecco perché introdurre un sacco di antiossidanti dal mangiare frutta e verdura è così importante.

L’Olio di semi di girasole e altri oli insaturi non sono nemmeno pensati per essere “cucinati/cotti” come invece accade la maggior parte dei casi – anche le categorie di oli insaturi sono molto più benefici quando vengono semplicemente spruzzati sui cibi o cucinati leggermente a basse temperature.

Gli oli polinsaturi bruciano facilmente (punto di fumo) quando sono cotti ad alte temperature e esposti all’ossigeno, questa problematica/caratteristica li rende noti per essere “instabili”.

Hanno “punti di fumo bassi” e diventano tossici più facilmente rispetto ai grassi saturi, come l’olio di cocco o lardo.

Nello specifico l’olio di semi di girasaole, come la maggior parte degli altri oli vegetali, fornisce acidi grassi omega-6, ma non acidi grassi omega-3.

La maggior parte delle persone non introduce abbastanza acidi grassi omega-3 con e nella propria dieta, per contro la presenza di omega-6 è troppa, il che è un problema perché il rapporto quindi l’equilibrio tra omega-6 e omega-3 è fondamentale.

Quando questo rapporto tra acidi grassi è sbilanciato, molte cose possono andare storte.

Ad esempio la mancanza di omega-3 è dannosa perché =>

  • gli omega-3 sono importanti per ridurre l’infiammazione,
  • abbassare il colesterolo e i livelli di pressione sanguigna,
  • rendere le arterie più flessibili

e prevenire forme di malattie cardiache.

Ridurre gli omega-6 evitando oli vegetali come l’olio di semi di girasole è un modo per bilanciare questo rapporto e far pendere la bilancia in favore degli omega-3.

Per riassumere, l’olio di semi di girasole è estremamente elaborato, di solito rancido / tossico a causa della fase di produzione ad alto calore a cui è sottoposto, contiene acidi omega-6 ma non omega-3 e non è l’ideale per cucinare a dovere.

Tutto sommato ci sono modi migliori per ottenere grassi sani =>

  • olio di cocco,
  • olio di oliva,
  • noci e semi,
  • oltre a grassi animali come lardo o pesce grasso

sono le scelte migliori in generale, poiché sono meno elaborati / raffinati, più stabili e contengono in alcuni casi omega-3.

Ora questo quanto è stato analizzato

==>

Dopo che un olio è stato estratto, il raffinamento ha luogo al fine di migliorare =>

  • l’aspetto,
  • la consistenza,
  • il gusto,
  • l’odore
  • e la conservabilità dell’olio.

==>

Il raffinamento prevede processi come

  • riscaldamento,
  • distillazione,
  • filtraggio,

==>

Trattamento dell’olio con sostanze chimiche e solventi,

  • sbiancamento,
  • deceramento per rimuovere la torbidità,
  • deodorazione per rimuovere gli odori
  • e aggiunta di conservanti per aumentare la durata di conservazione dell’olio.

Il processo di raffinazione spesso distrugge tutte le qualità salutari che l’olio ha all’origine e aggiunge anche sostanze indesiderate come conservanti e solventi all’olio. Inoltre, la maggior parte degli oli raffinati sono prodotti da colture geneticamente modificate.
Sono anche combinati con ancora più solventi chimici. Molti di loro hanno anche punti di ossidazione bassi, il che significa che diventano rancidi facilmente quando vengono utilizzati per cucinare. La maggior parte ha anche un cattivo rapporto tra grassi omega-6 e grassi omega-3.
Considerando che il rapporto omega-6 / omega-3 della maggior parte delle persone è già sbilanciato, questa non è una buona notizia.

Gli oli che sono comunemente raffinati includono =>

  • olio di semi d’uva,
  • olio di mandorle,
  • olio di girasole,
  • olio di canola,
  • cartamo e
  • olio di palma.

Anche l’olio di noci, l’olio di arachidi e l’olio di sesamo possono essere raffinati.
L’olio di cocco viene prodotto in entrambi i modi, quindi è necessario assicurarsi di acquistare olio di cocco
contrassegnato come “spremuto a freddo” e “extra vergine”. Queste etichette indicano che l’olio in questione
non è stato riscaldato a una temperatura così elevata da far perdere le proprietà benefiche dell’olio.
Cerca anche oli biologici e non OGM per assicurarti di non consumare pesticidi e diserbanti nocivi.

Ora, tu che compri e consumi bevande vegetali – si proprio tu dovresti riflettere sul fatto che molte delle bevande vegetali presenti in commercio sono di tipo industriale e quindi hanno subito dei processi di filtrazione e sopratutto di pastorizzazione, che da un lato garantiscono la scadenza più lunga del prodotto (10-11 mesi ), dall’altro riducono drasticamente il contenuto nutrizionale di vitamine, minerali ed enzimi dell’alimento di origine.

Il prodotto finale che troviamo al supermercato è un alimento morto, nel senso che non ha più i nutrienti principali per il cui valore dovrebbe essere consumato. In pratica rimane una bevanda a base di acqua, che PAGHI 2, 3 a volte 4€ al litro!

Te lo ri-scrivo…Il prodotto finale che troviamo al supermercato è un alimento M-O-R-T-O!

Se preferisci come spero le cose “VIVE”, corri subito qui oppure continua a leggere.

Hai letto le caratteristiche nello specifico dell’olio di semi di girasole (in generale tutti gli oli vegetali) e avrai fatto delle considerazioni e/o riflessioni che probabilmente (me lo auguro) porteranno ad una scelta.

Tutto questo che ci azzecca però con te, quindi le bevande vegetali?

Ti sei mai soffermato a leggere l’etichetta degli ingredienti quando fai i tuoi acquisti?
La prosssima volta fallo, e leggerai in molte delle confezioni diversi ingredienti, uno in particolare.


Indovinato?

L’olio di semi di girasole vieni impiegato quindi aggiunto, in proporzioni che variano da produttore a produttore alla bevanda vegetale passato come ingrediente migliorativo, con lo scopo di emulsionare il prodotto ma anche per darle consistenza, corposità.

Quindi, hai un problema vero ovvero => L’olio di semi di girasole e simili li trovi nel 99% delle bevande.

Alfiere in B6 a te la prossima mossa

Qui trovi la scacchiera e se vuoi salvare la Regina devi agire immediatamente – hai un unica mossa quella vincente ==> The magic link.

Per ora è tutto ma, presto un nuovo post.

PS ==> nel frattempo lascia un commento e condividi questo articolo!

Fonte: Documentazione rilasciata da alcuni oleifici e frantoi
Dati da ricerca di PH.D Loren Cordain

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